Sulle sonde spaziali Voyager, contenenti suoni e immagini selezionate, il brano “El Cóndor Pasa” ebbe l’onore di essere incluso insieme ad altre testimonianze culturali. Le sonde, lanciate il 20 agosto e il 5 settembre 1977, rappresentano la missione spaziale più longeva ed esplorativa della storia.
Lo storico brano “El Cóndor Pasa” è parte di una Zarzuela, fu messo in scena per la prima volta al Teatro Mazzi di Piazza Italia, a Lima, Perù, il 19 dicembre 1913. Il celebre brano è parte di una Zarzuela di genere drammatico, che alterna scene recitate in spagnolo e quechua a momenti musicali. La parte musicale include preludi, yaravi — cantici malinconici — e la danza tradizionale chiamata Qaswa[1], creando un intreccio unico tra parola, suono e movimento.
Il cóndor, animale sacro nella Cosmovisione andina, è considerato dalle popolazioni andine, i Re dei cieli, messaggero divino; legame tra il mondo terreno e quello spirituale. La sua presenza sulla Voyager simboleggia il compito di trasportare i messaggi di vita della Terra verso il cosmo, rivolgendosi a eventuali forme di vita extraterrestre.
El Cóndor Pasa, melodia nostalgica e magica, dal suono senza tempo: nessuno può sottrarsi al suo incantesimo, perché racchiude l’essenza pura dell’arte musicale andino. Non importa quale strumento la interpreti, la sua magia rimane sempre la stessa:
La parte strumentale, spesso associata al Passa calle o Cashua (o Qashwa), è un’esecuzione musicale destinata a cantici e danze, che ha saputo emanciparsi dal contesto teatrale originario. Narra le vicissitudini e le ostilità tra i laboratori e i proprietari dei centri minerari nelle Ande.
Il brano è simbolo di coraggio, forza, bellezza e potere: un vero messaggero divino, portatore delle storie identitarie nate con la creazione delle civiltà ancestrali nelle regioni andine. Per osservare il meraviglioso condor, e vederlo in sosta, bisogna visitare la chiamata “La Cruz del condor”, a 3.500 metri di quota: Valle del Colca – nel Cayon tra la Regione – Arequipa e le Andi meridionali. Ed, è “Lo spettacolare abitat del condor a Perù”.
Il cóndor è protagonista di importanti cerimonie, come il Yaguar Fiesta o Festa del Sangue (1941), narrate nel romanzo omonimo dell’importante scrittore José María Arguedas, dove simboleggia la forza che guida alle anime delle popolazioni andine. “Anticamente si credeva che il cóndor potesse trasportare l’anima dei defunti verso l’aldilà, verso il paradiso”.
Il brano dichiarato nel 2004 patrimonio culturale nazionale del Perù. L’autore, Daniel Alomía Robles, rappresenta la tradizione musicale andina, mentre l’arrangiamento interpretativo più celebre fu eseguito dal gruppo peruviano Los Incas e registrato nel 1963.
[1]Cashua – Qashwa: Danza a cerchio, legata alle tradizioni Quechua della regione del Cusco. E anche il nome di un tubero della regione andina.
