Era il 1921. In quel contesto storico, gli italiani, pur considerati ospiti, si sentirono accolti come a casa, trovando serenità, pace e amicizia nel calore umano tipico del popolo peruviano. Si unirono così, con sincera partecipazione e profondo sentimento, alle celebrazioni della libertà e dell’identità nazionale, rinsaldando legami culturali e umani, sostenuti anche dalla presenza dell’Ambasciata Italiana a Lima, in Perù.
L’Organizzazione italiana consultiva per gli eventi significativi, di amicizia e soprattutto confraternita tra il Perù e l’Italia, in quella occasione decisero di costruire il “Museo d’Arte”, dedicato alla sua cultura artistica, fatto dal gioco di forme architettoniche, Al suo interno accoglie l’arte più importante della sua storia una specie di “eternità artistica” rappresentando un ponte culturale di amicizia tra i due paesi. Nel frontespizio del museo riporta iscrizioni: “Gli Italiani Residenti in Perù – Al Popolo che L’Ospita. Il Primo Centenario Della Conquistata Indipendenza MCMXXI” e come strenna al popolo Peruviano[1].
Il meraviglioso Museo d’Arte Italiana di Lima, inaugurato nel 1921, si erge davanti a un ampio cortile ed è considerato unico nel suo genere al mondo. Progettato dall’architetto Gaetano Moretti, che concepì un edificio suggestivo in stile neoclassico, capace di fondere armoniosamente i diversi periodi dell’arte italiana. Di stile ibrida[2] il museo riproduce, nella sua completezza architettonica, motivi classici di grande eleganza. Gli elementi dell’intero edificio sono ornati da piastrelle e maioliche artistiche policrome, impreziosite da mosaici veneziani, bassorilievi e statue che evocano il fascino solenne di un palazzo rinascimentale.
Il museo d’arte Italiana e considerato un gioiello architettonico, di bellezza impattante, divenuto creazione artistica fondendo estetica, funzionalità e ingenio creativo, lasciando un segno armonioso di grande significato contesto storico del paesaggio. Alla ricerca della bellezza, dell’equilibrio, le proporzioni e l’utilizzo studiato della luce generando esperienza visiva superiore perché l ‘arte si alimenta d’arte l’Architettura diventata arte, trasformando lo spazio in un’esperienza significativa e duratura.
Il portale, ornato da vetrate ispirate alla La Primavera di Sandro Botticelli e a L’incontro di Beatrice e Dante Alighieri, accoglie il visitatore in un raffinato dialogo tra arte e memoria storica. Sono inoltre presenti numerosi dettagli scultorei in bronzo e marmo, come il Leone di San Marco Marcos”[3] e lo Scudo di Firenze, insieme ad altri elementi ornamentali che richiamano diverse città italiane, tutti armoniosamente integrati nella struttura del museo.
Al suo interno il museo dispone di 200 opere originali disposte in sei sale espositive e di una ricca collezione di arte accademica italiana di 120 artisti Italiani, ispirati ai grandi maestri come Donato Bramante, Michelangelo Buonarroti e altri protagonisti della tradizione artistica italiana. Gli spazi evocano la memoria delle origini e risvegliano emozioni profonde, riuscendo a coinvolgere visitatori residenti e stranieri in un’esperienza culturale intensa e suggestiva. Tra le opere permanenti spiccano quelle di Giovanni Boldini, insieme alle opere metafisiche di Giorgio de Chirico e ai capolavori di Umberto Boccioni.
Il Museo d’Arte Italiana si trova in Avenida Paseo de la Repubblica n. 250, presso il Parque Neptuno, nel distretto di Cercado de Lima, in Perú[4].
[1] La sua inaugurazione Ufficiali avvenne il 1° novembre 1928.
[2] Lo stile ibrido, unisce estetica, sostenibilità, funzionalità, adattando spazi create per le opere arte
[3] <modello Leone di Venezia.
[4] Anni fa periferia de Lima.
