È uno sguardo fermo e indagatore, quello del pittore, che oltrepassa l’immagine e si sottrae al dominio del dettaglio per cercare ciò che permane dietro l’apparire. Così la natura non è più soltanto ciò che si vede, ma ciò che si comprende nella sua struttura segreta: «La natura si modella sulla sfera, sul cono e sul cilindro».
Paul Cézanne è universalmente riconosciuto come il grande precursore del Cubismo e di molta dell’arte contemporanea. Nelle sue opere la complessità del mondo visibile viene ricondotta a strutture geometriche essenziali, attraverso una ricerca che unisce la sensibilità del Postimpressionismo a una rigorosa costruzione delle forme. Le sue pennellate, disposte come tasselli di colore, non si limitano a descrivere la superficie delle cose, ma ne rivelano la consistenza volumetrica, accogliendo una sintesi della natura fondata su rapporti di forma, luce e colore.
La sua opera collocata tra Impressionismo e Cubismo, abbandona progressivamente la prospettiva tradizionale per costruire uno spazio nuovo, nel quale volumi e profondità emergono dall’equilibrio delle strutture cromatiche. Gli oggetti e i soggetti non sono più osservati da un unico punto di vista, ma sembrano mostrarsi attraverso molteplici prospettive simultanee
Pittore postimpressionista per eccellenza, Cézanne rappresenta il ponte tra la pittura dell’Ottocento e le avanguardie del Novecento. La sua partecipazione alla prima mostra impressionista del 1874 segnò l’inizio di un percorso autonomo e innovatore. Superando la prospettiva rinascimentale fondata sul punto di vista unico, egli concepì lo spazio come una realtà mobile e complessa. Le figure, i paesaggi e gli oggetti sembrano infatti osservati da diverse angolazioni, come se il tempo e lo sguardo si condensassero in una sola immagine. Cézanne non copia la natura né il paesaggio così come appaiono allo sguardo. Egli li riduce a strutture essenziali, ricercandone l’ordine profondo e la costruzione interna.
Attraverso le sue caratteristiche pennellate a tasselli, dà forma agli oggetti mediante il colore stesso, senza affidarsi al disegno tradizionale o agli effetti illusionistici. Abbandona il chiaroscuro come strumento principale per la costruzione dei volumi e della profondità spaziale. La natura viene interpretata attraverso forme geometriche fondamentali — il cilindro, la sfera e il cono — che ne rivelano la struttura nascosta. Il colore diventa così il mezzo privilegiato per definire la tridimensionalità, la luce e lo spazio, senza ricorrere al nero o alle ombre convenzionali.
Cézanne costruisce la profondità mediante l’accostamento di colori caldi e freddi, attraverso variazioni di intensità e di tono. Le superfici acquistano volume, i piani si articolano nello spazio e la luce emerge dall’interno della composizione. In questo modo la pittura non imita la realtà, ma la ricostruisce secondo una logica nuova, capace di coglierne l’essenza e la permanenza oltre l’apparenza immediata.
Paul Cezanne trasferitosi a Parigi, frequenta la scuola d’arte nell’Ecole des Beaux Arts, dove lo studio dell’arte era il più rigoroso, ufficiale e convenzionale e non concorde con il rigore del sistema academico si trasferì nella Academia Suisse Art’, centro di percorso libero dove imparava disegni e pittura da espressione libera. Cezanne di carattere eccentrico, ostinato, anticonformista ribelle, e tormentato, riuscì a confrontarsi con altri artisti, mostrando un sincero interesse per le nuove teorie artistiche. Conosce Camille Pizarro mentore, maestro, amico, personaggio che ebbe un ruolo fondamentale per la sua evoluzione stilista,
Nel 1874 se presenta alla storica prima mostra degli impressionisti con il dipinto, “La casa dell’impiccato”[1] o La Maison Du Pendi. dipinto plin air, le sue pennellate mostrano la profonda influenza di Camile Pissarro. In quella ocazione il critico e giornalista León de Lora, scrivi per il quotidiano Le Gaulois, dove elogia apertamente l’opera come il più bel paesaggio di tutta la sposizione.
Opere come Nature morte aux oignons mostrano come gli oggetti più semplici possano diventare il luogo di una profonda indagine visiva, dove ogni elemento acquista peso, equilibrio e presenza attraverso il rapporto tra i volumi e i colori di Delacroix, Gustave Cubet, Renoir, Claude Monet, Edouard Manet,
Tra i suoi lavori più celebri figura “I giocatori di carte”[2], una serie di dipinti nella quale le figure vengono costruite attraverso forme essenziali e solidi geometrici. Lo spazio perde la sua stabilità tradizionale e si organizza secondo rapporti strutturali che anticipano le future ricerche cubiste.
“Le grandi bagnanti”[3] è generalmente considerato il capolavoro della maturità artistica di PaulCézanne. Si tratta della più vasta composizione realizzata dall’artista, frutto di circa sette anni di lavoro e di continue elaborazioni. In quest’opera le figure umane e il paesaggio si fondono e dove ogni elemento contribuisce all’equilibrio dell’insieme. La sua influenza fu decisiva per artisti d’avanguardia come Henri Matisse, Georges Braque, Pablo Picasso e Henry Moore.
[1] Si trova nel Musèe D’Orsay di Parigi”, “Luogo rappresentato. “La citta de Auvers-sur-Oise”, Francia.
[2] Oggi le diverse versioni dell’opera sono conservate in importanti istituti come il Courtauld Institute of Art, la Barnes Foundation, il Metropolitan Museum of Art e il Musèe D’Orsay.
[3] La tavolozza è ridotta a delicate variazioni di rosa, lilla, azzurro e verde, creando un’atmosfera sospesa e senza tempo
