Secondo gli studiosi della profezia che si autoavvera, essa è concepita dalle nostre aspettative, che finiscono per guidare azioni capaci di rendere reali i nostri convincimenti, generando paure e ambivalenze nell’essere umano. Tali aspettative guidano le scelte, anticipano azioni di riparo per proteggersi dall’ansia e alterano i comportamenti, contribuendo così a concretizzare la profezia che si autoavvera. Questo concetto è stato formalizzato dal sociologo Robert K. Merton.
L’aspettativa che abbiamo di un’altra persona, possono trasformarsi in realtà, in quanto sollecitano comportamenti capaci di confermare le nostre stesse aspettative.
Queste profezie nascono da credenze profonde, dettate dalle diverse correnti di pensiero che affrontano il problema dal punto di vista religioso, come il cristianesimo e le sue «verità indiscusse», interpretando i disordini sociali odierni come adempimento delle Scritture. Resulta molto comune sentire affermare che viviamo «gli ultimi giorni»», per i cattolici, è il periodo storico spirituale, dove raggiungerà il suo compimento definitivo con una prospettiva fondata sulla fiducia nel Giudizio Universale.
Da un’analisi di tipo sociale si possono considerare l’ansia per un futuro incerto, la perdita dell’ancoraggio storico, il cambiamento dei punti di riferimento nella società e l’evoluzione della natura. Tutto ciò genera la paura dell’incertezza del domani e ci spinge a cercare risposte nelle «predizioni del oroscopo»[1] o fatti storici o in altre convinzioni, finendo per accettare le previsioni iniziali, vaghe e generiche e contribuendo in questo modo alla loro realizzazione, anche quando sono infondate, poiché influenzano il comportamento fino al punto di favorirne l’avverarsi. «Speso, l’efficacia percepita è legata alla predisposizione psicologica, credere a una previsione, ci porta inconsciamente, ad agire per fara avverare».
Dal punto di vista psicologico, invece, entrano in gioco i meccanismi chiamati «distorsioni cognitive» che ci portano a prestare un’attenzione esagerata alle nostre paure, ignorando la razionalità dei fatti. Si tratta di un «meccanismo di difesa» che ci protegge dalle minacce e ci prepara, se necessario, alla reazione di lotta o uscita. Se credi che qualcosa accadrà, modifichi inconsciamente il tuo modo di agire e ti comporti in modo da innescare proprio le reazioni che confermeranno la tua aspettativa, dando per certi gli esiti negativi e preparandoti ad affrontare gli scenari peggiori, perché disposto ad accettarli e convinto che non sarebbe potuta andare diversamente.
Un esempio di profezia che si autoavvera si trova nella saga di Guerre Stellari III. Il personaggio principale fa un sogno premonitore, guidato dalla visione oscura che minacciano la morte imminente della moglie, e cerca in tutti i modi di salvarla. Lo fa addirittura scegliendo di unirsi al lato oscuro della saga, ma questa decisione avrà un risultato devastante: la moglie perderà la voglia di vivere. I cambiamenti derivanti da un processo naturale creano incertezze nell’essere umano e questo meccanismo può condurci alla «profezia che si autoavvera», «spingendoci inconsciamente verso il risultato che vorremmo evitare».
La sindrome di Cassandra[2] descrive la frustrazione di chi percepisce o prevede problemi reali ma viene sottovalutato, sminuito o, talvolta, considerato pazzo. Gli altri non credono alle sue intuizioni e la isolano, creando una bassa autostima in lei e contribuendo così all’avverarsi della predizione. In psicologia questa sindrome si manifesta spesso nei contesti relazionali, scolastici o professionali.
Il destino, invece, è forse una realtà cosmica superiore: tutto è già scritto e rientra nel mistero, impossibile da cambiare. Esso indica un ordine prestabilito di eventi inevitabili. È una forza cieca e divina che guida l’esistenza verso un finale già segnato, indipendentemente dalle scelte umane. Ricordando che un’azione dannosa genera conseguenze sfavorevoli e un’azione positiva produce effetti benefici, sia sul piano fisico sia su quello spirituale, «non è il destino né una punizione».
Nelle aspettative di riuscita troviamo un esempio significativo dove alcune persone si ritengono molto brave a guidare e soprattutto a parcheggiare, in alcune società si ha la convinzione e sostengono che le donne siano meno brave in questo campo. Quando si conferma che le donne sono meno capaci di parcheggiare, «diciamo una profezia» di conseguenza la donna che si lascia influenzare da questa credenza apparirà meno sicura di sé alla guida e soprattutto durante il parcheggio della macchina, rendendola vulnerabile e tenderà a riparare sforzandosi a farne il meglio possibile, pero la idea di sbagliare la fara perdere la fiducia in sé stessa, calcolando male il compito, «avverandosi la profezia»
Nella letteratura è frequente che il futuro si realizzi esattamente come predetto, indipendentemente da ciò che fanno i protagonisti. La profezia è uno stratagemma narrativo attraverso il quale un veggente, una divinità o un testo rivela eventi futuri, aumentando la tensione emotiva e guidando l’eroe verso il proprio destino. Tuttavia, in assenza di una base etica, molti personaggi agiscono seguendo impulsi, guerre o sogni di grandezza, perdendo spesso di vista il senso umano delle proprie azioni.
Concettualmente il fenomeno vene illustrato con una formula, mostrato in un diagramma. In un ciclo di 4 fasi, un percorso circolare composto da Credenza -Aspettativa-Comportamento-Risultato / Conferma.
[2] Casandra, figura mitologica Greca. Il Dio Apolo li diede il dono di prevedere il futuro. Decadendo la sua credibilità dopo. Predi la caduta di Troia, rimane inascoltata e impotente, avverandosi il fatto storico perdendo la credibilità delle sue profezie.
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